
Ieri ho aperto la finestra e ho sentito sul viso l'aria fredda, il cielo sereno, e odore di legna bruciata. E' un odore, anzi oserei dire un profumo, che mi schiude sempre, ogni volta che lo sento, una voragine di ricordi. Tutti legati alla montagna.
Chi mi conosce sa che io sono più un tipo da mare. Non amo prendere il sole, è vero, però adoro nuotare, i pesci (sia guardarli che mangiarli), l'aria di mare, l'odore della salsedine... E poi ancora: gli scogli, le serate lunghissime, il vino bianco ligure e tante altre cose ancora. Ecco, invece della montagna amo l'odore della legna bruciata nelle stufe. Non mi piace sciare, mal sopporto il freddo, la neve mi piace solo vista da dentro casa... E mi dispiace, davvero. Mi piacerebbe essere anche un tipo da montagna, conoscere il nome delle cime, amare le passeggiate...
Da piccola e anche da ragazzina, ho avuto la fortuna e il piacere di trascorrre molti week end e parecchie vacanze invernali a Sauze d'Oulx. Ormai è tanto che non ci vado, l'ultima volta è stata una toccata e fuga un'estate di qualche anno fa, ma in passato ci andavo spesso. L'alloggetto dei miei zii è tutto di legno, molto accogliente, con una panca per sedersi al tavolo da un lato, e dall'altro lato degli sgabelli. Nel mio letto c'erano sempre delle lenzuola felpatine, e alle finestre niente serrande ma tende oscuranti (al tempo mi sembrava una cosa stranissima, ora le ho in tutta la casa). La mattina ero sempre l'ultima a svegliarmi e per colazione c'era caffelatte con i tarallucci, su una tovaglia a quadri bianchi e marroni aperta solo per metà.
Andavamo a sciare, a volte, altre volte a passeggiare, o ancora solo in giro per il paese. Ogni tanto, non ricordo il perché, si usciva all'imbrunire, e allora il cielo, altissimo, era invaso dall'odore della legna che bruciava. Per riscaldare, credo, ma io immaginavo pentoloni di polenta appesi su focolari crepitanti.
Per alcuni anni andavamo spesso a pattinare in un posto che se non sbaglio si chiamava Pin Court. C'era la pista da pattinaggio su ghiaccio, una tavola calda, e tanti prati che nelle mezze stagioni (e anche in estate?) erano il mio terreno di battaglia. Lì ricordo che una volta mia zia mi spiegò cosa vuol dire "gagno". Certo che rimangono impresse proprio cose strane, a volte.
D'estate facevamo passeggiate (che io proprio non riuscivo ad apprezzare) e nei punti panoramici la zia mi raccontava delle montagne che si vedevano, ma i nomi delle cime non sono mai risucita a ricordarli (quella della foto però la ricordo!). Non che lo facesse per insegnarmi qualcosa, o aspettandosi che io mi ricordassi tutto, però mi sarebbe piaciuto. E poi mi spiegava la Valle, la sua formazione geologica e tutto il resto (di questo mi ricordo un po' di più).
La domenica mattina quando non si sciava si andava a fare colazione da Gally, su quella piazza tutta in salita, e a guardare le vetrine dei pochi negozi piene di indumenti pesantissimi e scarpe con il pelo.
Si partiva nel primo pomeriggio per tornare a Torino, in modo da non trovare coda.
A volte in macchina mi addormentavo.
Chi mi conosce sa che io sono più un tipo da mare. Non amo prendere il sole, è vero, però adoro nuotare, i pesci (sia guardarli che mangiarli), l'aria di mare, l'odore della salsedine... E poi ancora: gli scogli, le serate lunghissime, il vino bianco ligure e tante altre cose ancora. Ecco, invece della montagna amo l'odore della legna bruciata nelle stufe. Non mi piace sciare, mal sopporto il freddo, la neve mi piace solo vista da dentro casa... E mi dispiace, davvero. Mi piacerebbe essere anche un tipo da montagna, conoscere il nome delle cime, amare le passeggiate...
Da piccola e anche da ragazzina, ho avuto la fortuna e il piacere di trascorrre molti week end e parecchie vacanze invernali a Sauze d'Oulx. Ormai è tanto che non ci vado, l'ultima volta è stata una toccata e fuga un'estate di qualche anno fa, ma in passato ci andavo spesso. L'alloggetto dei miei zii è tutto di legno, molto accogliente, con una panca per sedersi al tavolo da un lato, e dall'altro lato degli sgabelli. Nel mio letto c'erano sempre delle lenzuola felpatine, e alle finestre niente serrande ma tende oscuranti (al tempo mi sembrava una cosa stranissima, ora le ho in tutta la casa). La mattina ero sempre l'ultima a svegliarmi e per colazione c'era caffelatte con i tarallucci, su una tovaglia a quadri bianchi e marroni aperta solo per metà.
Andavamo a sciare, a volte, altre volte a passeggiare, o ancora solo in giro per il paese. Ogni tanto, non ricordo il perché, si usciva all'imbrunire, e allora il cielo, altissimo, era invaso dall'odore della legna che bruciava. Per riscaldare, credo, ma io immaginavo pentoloni di polenta appesi su focolari crepitanti.
Per alcuni anni andavamo spesso a pattinare in un posto che se non sbaglio si chiamava Pin Court. C'era la pista da pattinaggio su ghiaccio, una tavola calda, e tanti prati che nelle mezze stagioni (e anche in estate?) erano il mio terreno di battaglia. Lì ricordo che una volta mia zia mi spiegò cosa vuol dire "gagno". Certo che rimangono impresse proprio cose strane, a volte.
D'estate facevamo passeggiate (che io proprio non riuscivo ad apprezzare) e nei punti panoramici la zia mi raccontava delle montagne che si vedevano, ma i nomi delle cime non sono mai risucita a ricordarli (quella della foto però la ricordo!). Non che lo facesse per insegnarmi qualcosa, o aspettandosi che io mi ricordassi tutto, però mi sarebbe piaciuto. E poi mi spiegava la Valle, la sua formazione geologica e tutto il resto (di questo mi ricordo un po' di più).
La domenica mattina quando non si sciava si andava a fare colazione da Gally, su quella piazza tutta in salita, e a guardare le vetrine dei pochi negozi piene di indumenti pesantissimi e scarpe con il pelo.
Si partiva nel primo pomeriggio per tornare a Torino, in modo da non trovare coda.
A volte in macchina mi addormentavo.
uh io ho passato a salice un pezzo di vancanze estive dai 12 ai 24 anni e quelle invernali dai 19 ai 23..possibile che non ci siamo mai incontrate??
RispondiEliminaah, gally ha cambiato gestione e non fanno più la tortina 2000 al cioccolato :-(
RispondiEliminabeh, io d'estate non ci andavo quasi mai, e dai 19 ai 23 ero già involata... il che spiega tutto.
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