lunedì 11 aprile 2011

Dipendenza

Pare che, almeno per il momento, i black out programmati siano finiti. Non ce ne è più bisogno, la politica del setsuden, il risparmio energetico, l'economizzazione, ha funzionato. Non so bene dove abbiano preso l'elettricità che serviva, comunque mi sembra una bella notizia. Ora però bisogna stare attenti a non fare l'errore di dire "bella storia, possiamo ricominciare a usare l'elettricità come cacchio ci pare". Eh, no.
L'altro giorno in televisione vedevo che la TEPCO, in previsione dei picchi di utilizzo dell'elettricità estivi, ha chiesto di ridurre i consumi alle fabbriche, gli uffici e i grandi utilizzatodi del 20/25%, e alle famiglie del 15/20%. Per i grandi utilizzatori il governo starebbe addirittura pensando a un sistema di multe per chi sfora. Benissimo, a me sinceramente sembra un'ottima cosa.
E adesso cominciamo a pensare: cosa possiamo ridurre? In quest'ultimo mese (il terremoto ci ha colpiti esattamente un mese fa, e a volte sembra un anno, a volte un giorno soltanto) ho pensato molto a come la nostra vita sia completamente dipendente dall'energia elettrica. In molte case giapponesi è tutto elettrico, e durante i black out non esce nemmeno l'acqua. Noi per fortuna siamo ancora della vecchia scuola, abbiamo il gas per cucinare e l'acqua viene fuori senza che glielo dica una centralina. Però. Le case giapponesi sono molto buie, molto spesso ci sono stanze senza finestre (e vai di luce anche di giorno). La tv è sempre accesa. Il riscaldamento è elettrico (condizionatori caldo/freddo), e mille altre diavolerie.
La scorsa estate poi, è stata davvero torrida, ed è sinceramente impensabile rinuncare al condizionatore almeno qualche ora al giorno.
Già in questi giorni i supermercati e gli uffici hanno cominciato a ridurre le luci, non so su che livello di risparmio siamo, ma come punto di partenza mi sembra ottimo. In tv passano continuamente pubblicità che invitano a staccare le prese di elettrodomestici che non utilizziamo e evitare di parlare o mandare mail con il cellulare se non necessario.

Cosa fare, concretamente? Io confesso che lasciavo il notebook quasi sempre attaccato alla presa (cosa che per altro non fa bene neanche a lui, era esclusivamente pigrizia mia), e ora non lo faccio più. Lasciavo il cellulare acceso anche di notte, e ora lo spengo (così le ricariche si fanno meno frequenti). E poi? Il frigo non lo posso staccare, la tv già la guardo (abbastanza) poco. Le luci le spengo (fortunatamente casa mia è luminosissima) e poco prima del terremoto avevamo giusto sostituito alcune lampadine con quelle a risparmio energetico. D'estate cercheremo di radunarci con amici in un'unica casa per sfruttare l'aria condizionata lì, o di fare come suggerì Berlusconi anni fa agli anziani: andremo al supermercato.
Altre idee?

2 commenti:

  1. Alice, sono tutte cose che servirebbe anche a noi ricordare e mettere in pratica! Chissà se qualcuno inizierà a costruire televisori e lettori dvd che restano accesi anche quando l'apparecchio è spento... Per i suggerimenti, credo si debba ricordare come vivevano le nostre nonne: niente lavatrice, ma - avendone il tempo - lavare a mano i panni a mano a mano che si sporcano, senza fare cumuli (anche i bambini si divertono a mettere le mani in acqua per aiutare): senza la centrifuga, tra l'altro, si stirano molto più rapidamente (altro risparmio). Consumare cibi a km zero. Niente cibi caldi in frigorifero. E poi, in genere, bisognerebbe consumare di meno, pensando a tutta l'energia impiegata per fabbricare le cose: però c'è anche il lato negativo, che così si deprime l'economia (dicono)...

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  2. guarda, io proprio non stiro, quindi risparmio tantissimo!! :-)

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